Cibiamoci… di Qualità!

Alessio Sorrentino

 

Cibiamoci con gli occhi, con la bocca, con il cuore. Cibiamoci per nutrire il nostro corpo e la nostra anima. Cibiamoci di emozioni e di prodotti che raccontano una storia e che ci portano con la mente a tradizioni tramandate di generazione in generazione, o più semplicemente che ci conducono a scoprire angoli spesso inesplorati dei territori intorno a noi.

Cibiamoci per alimentare la nostra fame di conoscenza su tutto quello che la natura e la terra hanno da offrirci, ma soprattutto facciamo in modo che l’atto di nutrirsi non sia per noi un mero gesto, atto a sedare una fame chimica senza sapere cosa abbiamo nel piatto.

 

Non basta la voglia

Da molti anni ormai per lavoro mi occupo di comunicazione enogastronomica e se non altro ho capito una cosa: comunicare il cibo è difficile, più di quanto si possa immaginare. Ovviamente se lo si vuole fare veicolando un messaggio di qualità.

Anzitutto per comunicare il cibo dobbiamo essere spogli da qualsiasi pregiudizio, che già in partenza potrebbe – magari anche involontariamente – influenzare negativamente il nostro modo di porci verso di esso e rivelarsi dunque portatore di un concetto sbagliato.

Da circa un anno e mezzo, ho voluto scindere i miei due “volti” della comunicazione, provando a comunicare non in modo istituzionale ma emozionale. Mi sono tolta di dosso la giacchetta della press agent e mi sono messa quella di colei che racconta le sue food experience libera da qualsiasi influenza esterna. L’ho fatto provando a seguire soltanto il mio cuore.

Ho imparato a combinare gli ingredienti in modo originale; ho imparato a fotografare il cibo stando attenta a focalizzare l’obiettivo sul giusto piano, a seconda dell’elemento che intendo valorizzare; ho studiato i profili social degl’influencer per carpire qualche segreto su come creare interesse attorno alla mia avventura.

 

Un Piatto, Una Storia

Ciò che ne ho tirato fuori è stato un blog, condiviso con Filippo, il mio compagno di vita, dove ogni nostro appunto di ricetta è diventato materia, immagine, ma soprattutto emozione. Anche nella più semplice insalata da assemblare e basta, c’è un po’ di noi: c’è quell’ingrediente che una volta abbiamo provato a cena da un amico; c’è il piatto di porcellana del servito della bisnonna marchiato Ginori 1890; c’è un momento di condivisione dietro; c’è il messaggio “ho pensato a te preparando il pranzo o la cena”.

Ecco perché nella comunicazione che ambisco a fare con il mio blog non c’è – e mai ci sarà – riferimento alcuno a junk food, fast food o piatti che non siano in linea con i principi dettati dalla Dieta Mediterranea di cui mi onoro essere sostenitrice. Condividere un pasto con qualcuno non deve mai essere un’azione compiuta di fretta e in modo distaccato!

Uno dei miei sogni nel cassetto è quello di riuscire un giorno a scrivere un libro in cui raccogliere una serie di ricette scritte di pugno dai miei nonni, raccontando non solo come prepararle, ma altresì cosa quella ricetta significhi per me. Ognuna di essa, si porta dietro infatti un momento della mia vita trascorso con loro. Attimi di genuinità assoluta, che mi hanno insegnato ad amare il cibo anche nella sua componente edonistica ed emozionale.

Ecco perché la mia giacchetta da foodblogger mi calza addosso comodamente: la cucio ogni giorno su misura di me stessa, scelgo di adornarla solo dei dettagli che amo, la sfoggio con orgoglio perché “l’ho fatta io”.

E’ per questi presupposti che sono contenta di raccontarvi Cibiamoci Festival: sarà un’occasione di sicura crescita e di emozione, uno spunto a cui ispirarsi per tutti coloro che intendono avvicinarsi al Food and Wine nelle sue componenti reali e di comunicazione in rete. Ci vediamo il 18 Ottobre! Buon lavoro a tutti!

 

Michela Tassi – M’infilo in Cucina