Intervista a Marika Socci dell’azienda vitivinicola Socci

Pietro Fruzzetti

Siamo felicissimi di ospitare nel nostro blog  Marika Socci dell’Azienda Vitivinicola Socci, una ragazza che ha saputo cambiare e trasformare radicalmente la sua vita per dedicarsi al mondo del Vino.
La sua storia rappresenta l’esempio tangibile di quanto sia fondamentale, oggi, il digital marketing per il mondo del Food & Wine e di come si possa far crescere la propria realtà, grazie a un’attività di Personal Branding (in questo caso inconsapevole ma ben fatta).
In questa intervista Marika, che ha partecipato a Cibiamoci Festival in qualità di sponsor, ci parla di sé e della sua piccola, grande azienda vinicola, insegnandoci che non c’è niente di più bello al mondo che vivere delle proprie passioni.

Adesso, aprite una bottiglia di #VERDICCHIOPERDAVVERO, mettetevi comodi e degustate l’intervista!


Quando si pensa a un’azienda vitivinicola è difficile associarla al volto di una ragazza giovane come te. Cosa ti ha spinto a intraprendere questo impegnativo e allo stesso tempo bellissimo percorso lavorativo?

 

  • In realtà il destino! Infatti la mia scelta era stata tutta diversa, uscita dalla quinta ragioneria era mio desiderio trovare subito un posto di lavoro che mi desse una mia indipendenza economica, era quello il mio obbiettivo, come ben si sa, l’agricoltura è una scelta consapevole, di cuore e passione soprattutto nelle piccole realtà, che non va di certo di pari passo con la stabilità economica, anzi sono due poli opposti!Dopo pochi colloqui arriva la mia assunzione in un’azienda grazie alla quale riesco a realizzare il mio desiderio di indipendenza: posto fisso e stipendio fisso mi permettono di acquistare la mia prima casa e un’auto, indipendenza raggiunta!Il lavoro che facevo mi piaceva? No! Ma era il tramite per condurre la vita tranquilla che avevo in mente per me, stabile e senza imprevisti… o almeno cosi pensavo.
    Infatti 5 anni dopo a causa della crisi che colpi il mercato del nostro paese, restai purtroppo senza lavoro e da li, tra i miei pianti e la mia preoccupazione c’era una persona che sotto sotto se la rideva: mio Papà. Lui vedeva in questa situazione la possibilità di poter intraprendere la mia strada all’interno della nostra azienda Vinicola.Devo dire che aveva ragione… forse ero maturata, cresciuta nelle aspettative, così mi sono voluta mettere in gioco, mi sono voluta dare un’altra possibilità. Forse la vita che mi ero immaginata, fatta di stabilità, si ma anche di consuetudini e di abitudini, non era quella che volevo fino in fondo… forse non mi dovevo accontentare, dovevo guardare oltre, forse era proprio nella fatica, nell’instabilità e nei sogni che avrei trovato la mia felicità.E’ cosi è stato, sono riuscita a cambiare vita grazie anche all’appoggio di chi mi stava intorno, della mia famiglia e di mio marito che mi hanno sempre sostenuto.Ora, nonostante tutte le difficoltà che una piccola realtà deve affrontare, le preoccupazioni giornaliere, nonostante la fatica fisica di certi lavori in Vigna, sono Felice! Passo le mie giornate tra i nostri clienti, tra la natura, sempre a contatto con nuovi stimoli, contribuendo a far crescere qualcosa di mio! Diciamo che da quando ho messo da parte le mie paure ed ho provato a seguire i passi che la mia famiglia aveva fatto già da due generazioni, da quando ho smesso di decidere come la mia vita doveva essere e ho lasciato che fosse il destino a guidarmi, mi sono innamorata come loro della nostra realtà Vinicola, ho visto cosa c’era dietro.Sono riuscita a vedere il grande valore che c’è dentro una bottiglia di vino… di chi fa realmente Vino.

“Se si seguono le proprie passioni non si può mai sbagliare!”

L’azienda vitivinicola Socci si contraddistingue anche per il legame che avete saputo creare tra tradizione e innovazione. Tu infatti,  per promuovere la tua attività, hai puntato molto sul personal branding e quindi ci sorge spontaneo chiederti: come può essere sfruttato il personal branding da un’azienda vitivinicola? E perché pensi che intraprendere un’attività di personal branding sia così importante al giorno d’oggi?

  • Innovazione e Tradizione devono sempre andare di pari passo, non dobbiamo mai dimenticarci gli insegnamenti passati, ma non possiamo esimerci dal guardare sempre avanti e dall’incrementare tali insegnamenti con la tecnologia che avanza, tutto questo per crescere, sempre nella qualità e nel rispetto di tutto ciò che ci circonda. Per il resto…Voglio essere sincera, ho scoperto proprio grazie alla mia partecipazione a Cibiamoci che cosa fosse il Personal Branding, prima di allora non conoscevo questo termine. Questo può far capire la mia spontaneità e la mia ingenuità sull’argomento!Ho capito la grande potenzialità dei social due anni fa, quando, per gioco, per la prima volta mi sono ritrovata a sostituire il lavoro di un operaio nel vigneto.Da quel momento, seguendo l’esperienza dei miei genitori in vigna, abbiamo portato a termine potatura e legatura del nostro vigneto completamente da soli e mentre facevo questi lavori mi divertivo a postare sui social le mie “avventure”. Lo metto tra virgolette ma erano avventure davvero, me ne succedevano di tutti i colori: pensate ad una ragazza con forbici da potatura in mano per la prima volta che si trova in vigna davanti a una Vite tutta spettinata che non sa dove mettere le mani o meglio le forbici, magari con una nebbia folle (come accade nei periodi invernali in campagna) e con 0 gradi… oppure con raffiche di vento da non riuscire a tenere i piedi per terra o in altri casi da non poter muovere un passo per il fango che trovavamo lungo i filari…Insomma questo mio divertimento nel postare immagini o pensieri riguardanti la nostra attività, la grande passione che mi ha sempre legato alla natura e alla fotografia, mi hanno permesso di farmi conoscere. Involontariamente stavo raccontando ad amici, clienti ed appassionati:

che cosa facevamo,

come lavoravamo,

chi eravamo

e dove eravamo!

 

  • Chi ci segue sa davvero cosa c’è dietro una nostra bottiglia di Vino, percepisce la nostra passione, i nostri traguardi e le nostre cadute…Senza volerlo ma felice più che mai che sia accaduto, ho creato dell’interesse intorno alla nostra realtà Vinicola, fino ad allora poco conosciuta se non da pochi clienti. E piano piano siamo arrivati ad avere Amici che da altre regione scelgono di passare per le Marche per poterci venire ad incontrare, per poter degustare con noi i nostri vini, per sentirli raccontare. Amici che si ricordano che il nostro Verdicchio DESERTO è definito #VERDICCHIOPERDAVVERO e sanno che il nostro vigneto si trova a #MONTEDESERTO. In sostanza in maniera del tutto naturale e spontanea sono riuscita a dar visibilità ad una realtà vinicola di soli 3 ettari a far conoscere i nostri Verdicchio, Vini che la mia famiglia produceva nell’ombra da oltre 40 anni.Ora ho amici produttori provenienti da tutta Italia e oltre, con i quali potermi consultare e consigliare che prima non avevo.Grazie alla passione di poter condividere qualcosa che amiamo, a volte, si stringono rapporti sinceri anche senza essersi incontrati.E’ troppo bello per noi vedere che si aspetta un compleanno o un anniversario, il capodanno o un giorno importante come il pranzo di Natale per stappare una nostra bottiglia, o che venga scelta per essere degustata in una cena tra appassionati che magari sono saliti fino a Monte Deserto per procurarsela e condividono con noi tramite i social la loro esperienza e la loro serata rendendo partecipi anche noi di tutto questo.

    La condivisione rappresenta per noi ogni volta un’emozione: in quel tavolo c’è qualcosa di nostro che sta entrando nei ricordi di un’altra persona perché ha contribuito a rendere speciale un momento del suo vissuto.

Se dovessimo parlare di dati concreti e risultati misurabili (che poi sono le informazioni che più “attirano” i produttori) potresti dirci quali risultati ha riscontrato l’azienda in termini di visibilità e vendite da questo tipo di attività?

  • Posso dirti che i risultati sono buoni e davvero inaspettati.
    Nelle piccole realtà non ci sono risorse da impegnare nella pubblicità, c’è sempre qualcosa di più importante su cui intervenire, magari un macchinario per la cantina o per il vigneto… cosi rimani nell’anonimato e come ben si sa, anche se lavori più che bene, se il tuo prodotto è ottimo ma nessuno sa che esisti, tu di fatto non esisti, se non per te stesso. Grazie a questo modo di comunicare invece posso dirti con tutta onestà che le cose sono veramente cambiate, ora in tanti sanno che esistiamo, che esiste una piccola realtà famigliare che imbottiglia ancora le proprie bottiglie manualmente, stinge i cappellotti delle proprie bottiglie di spumante a mano, lavora personalmente nel Vigneto e in Cantina. Sanno che ci siamo anche noi.
    La cosa più bella per me è che ci rispettano e che ci vogliono incontrare per degustare il frutto del nostro lavoro insieme, questo mi rende davvero orgogliosa di ciò che facciamo e mi dà una carica e un’energia tale da far sempre meglio!
    Le visite in cantina sono cresciute davvero tanto, addirittura il nostro vino è arrivato all’estero grazie ai social.
    Grazie a questa visibilità ho potuto far conoscere il lavoro che la mia famiglia fa da anni e creare interesse intorno ad esso.
    Ne sono fiera e ringrazio di cuore tutti gli amici che condividono il nostro modo di lavorare, che ci seguono, che ci danno fiducia e che decidono di regalarci una cosa molto preziosa: il loro tempo.

Sappiamo che tra i vini che producete, ce n’è uno che porta il tuo nome “Marika”, un vino decisamente unico che voi definite “da mordere”. Ci parli del tuo vino?

 

  • Sì, tanto forte il legame che la nostra azienda ha con il territorio e con la nostra famiglia che due dei tre Vini da noi prodotti hanno preso, uno il mio nome, Marika, e l’altro quello di mia sorella Martina. L’altro ancora invece si chiama Deserto, luogo di provenienza delle Uve. Ancora non mi sono abituata ad avere un vino che porta il mio nome, è sempre un’emozione per me nonostante ormai siano 8 anni che viene imbottigliato nella nostra cantina.Scegliere la bottiglia, costruire l’etichetta, seguire la sua lavorazione e vederlo nascere è stata una grande emozione per me.E’ un Verdicchio davvero differente nel senso che nonostante venga lavorato solo con uve Verdicchio, unico Vitigno presente nel nostro Vigneto, la sua vinificazione in crioestrazione selettiva lo rende un verdicchio atipico donandole una particolare caratteristica sia a livello di struttura del vino che nel suo bouquet organolettico.Ma andiamo più nel dettaglio, per crioestrazione selettiva si intende il congelamento del grappolo prima della pressatura delle uve, operazione che può essere effettuata solo con una raccolta anticipata intorno alla fine di agosto, raccolta ovviamente manuale in cassette da 24 kg. Cassette che vengono congelate, con le uve gettate in pressa ancora con l’esterno del chicco parzialmente congelato. Questo crea inevitabilmente un grande scarto, e una concentrazione di aromi, di corpo e di gradazione, ecco perché amiamo definirlo Verdicchio da mordereE’ una vinificazione che ci permette di tirar fuori una sfaccettatura differente da questo potente vitigno che è il Verdicchio.
    La sua produzione è una produzione limitata che si aggira intorno alle 3000 bottiglie ed è il nostro modo di far percepire un verdicchio differente, che non ci si aspetta. Una piccola realtà deve sapersi distinguere e questa particolare vinificazione ci ha dato modo di farlo.

 

L’azienda vitivinicola Socci ha partecipato alla scorsa edizione di Cibiamoci Festival in qualità di sponsor dando l’opportunità ai partecipanti di assaggiare i propri prodotti. Com’è andata? Che tipo di esperienza è stata?

  • Devo dire ragazzi che siete davvero un gruppo affiatato e ben organizzato, con tanta voglia di fare e di comunicare, tutto questo mi ha colpito molto.
    Non mi sono affatto pentita di aver fatto la valigia e di essere partita per la Toscana dalle Marche per partecipare a Cibiamoci Festival.Ho trovato un ambiente meraviglioso, a partire dalla nostra postazione con una Vite dietro di me… davvero suggestiva!
    Un ambiente pieno di giovani pieni di idee con un’energia che si poteva “toccare” con mano oltre che percepire!
    Ho passato una giornata a condividere il risultato del nostro lavoro ma anche la mia esperienza, ho potuto seguire i racconti di importanti relatori che descrivevano il loro vissuto, ho scambiato contatti che sono certa avranno un seguito tanto che alcuni già si sono concretizzati.
    Davvero una buona opportunità di condivisione e crescita e per questo colgo nuovamente occasione per ringraziarvi di cuore.

 

Sempre in merito a Cibiamoci Festival, essendo tu dalla parte dei “potenziali partecipanti” dell’evento, quanto pensi che sia importante oggi far avvicinare il mondo del Food&Wine a quello del digital marketing e perché?

  • Io penso che se abbiamo uno strumento così importante, che ci permette di arrivare lontano, non possiamo non utilizzarlo anzi è un dovere farlo.Il mondo del Vino e del Cibo in generale, sono i piaceri della Vita ma non solo, fanno da tramite alle tradizioni e al territorio. Proprio grazie al Vino e al Cibo  puoi conoscere un paese e, più nello specifico, una Regione.Se i dati del turismo enogastronomico sono in continua crescita, significa che c’è veramente un forte interesse intorno a tutto questo, e credo che il digitale sia uno strumento semplice, consultabile ormai da chiunque e da qualunque parte del mondo, quindi a mio avviso è davvero molto importante che il mondo del Food&Wine ne faccia parte, anche perché per come la vedo io il digital marketing non è solo far conoscere un marchio ma far conoscere cosa c’è dietro quel marchio, la tua storia, il tuo percorso di vita e ciò che ti ha portato a realizzare ciò che fai; ed è questo secondo me quello che conta, è il valore aggiunto e quello che ci rende gli uni diversi dagli altri.


Molti produttori dovrebbero prendere spunto dalla tua storia, ti va di aggiungere altro? Dare qualche consiglio?

  • Non mi sento assolutamente di poter essere da esempio per nessuno ma in base alla mia esperienza un consiglio posso darlo, ed è quello di non aver paura di cambiare strada, un giovane ha dalla propria parte il tempo… può provare, può osservare, può cambiare, può crescere e non si deve avere paura di farlo!Le idee e i progetti sono più importanti a volte di una stabilità economica di una Vita fatta di consuetudini.

“Non bisogna aver paura di contare su se stessi, non c’è niente di più bello che vivere delle proprie Passioni!”