Intervista a Mirna Pioli, una commercialista 2.0

Carlotta Pacini

Apriamo le porte del nostro blog a Mirna Pioli, commercialista e autrice del blog “Doublentry” (Partita Doppia).

Prima di passare all’intervista vera e propria, conosciamola un po’ meglio.
Chi è Mirna Pioli?

 

Come abbiamo già detto Mirna è una commercialista che vanta pluriennale esperienza nei confronti delle imprese, artigiani, commercianti e professionisti, con un approccio che valuta i vari aspetti amministrativi e fiscali, ma allargando l’attenzione anche alla pianificazione, alle nuove prospettive del marketing, alla comunicazione, ai social e con una particolare attenzione riguardo all’etica.

Nel 2015 ha dato vita al suo blog “Doublentry“, tradotto in italiano “Partita Doppia”, uno spazio online in cui dare supporto agli imprenditori che hanno bisogno di consigli che vanno al di là del contabile e fiscale.
La missione che porta avanti tramite il blog è quella di dare una mano a chi vuole realizzare un nuovo progetto, a chi ha idee ma non sa come concretizzarle e a chi deve cambiare per poter restare sul mercato.

In una parola? Mirna Pioli è una persona concreta!

Adesso mettetevi comodi e passiamo alle domande, parleremo di social eating, sharing economy e molto altro ancora.


Mirna Pioli, una commercialista 2.0 che conosce il digitale, lo utilizza per la propria attività e ne conosce le sfumature.
Come può una commercialista stare al passo con i tempi rapidi del Digital?

Due anni e mezzo fa ho aperto il mio blog che si rivolge alle piccole imprese, artigiani, commercianti e professionisti e ha l’obiettivo di fornire loro un aiuto che parta dagli obblighi fiscali e amministrativi, per allargarsi alla pianificazione, al marketing, fino ad arrivare all’etica di impresa.
Per quanto riguarda il marketing credo che nessuna attività autonoma, a prescindere dalle dimensioni e dalla tipologia, possa esimersi, oggi, dall’essere presente sul web. Non è affatto semplice stare al passo con i suoi rapidi cambiamenti, ma è indispensabile.
Se non ci sei non esisti. Credo che, soprattutto nelle piccole realtà, manchi ancora la cultura digitale, intesa proprio come la base minima necessaria per accedervi e soprattutto la conoscenza delle sue potenzialità. La presenza digitale dovrebbe diventare un modo di gestire le proprie aziende che affianca e potenzia la presenza offline e per farlo è indispensabile dedicarvi tempo per la formazione, ma anche e soprattutto per la gestione quotidiana.

Stiamo assistendo al diffondersi di nuove forme di “attività ristorative” legate al fenomeno della “sharing economy” come il “Social Eating” e l’“HomeRestaurant”. Quanto ha influito in questo il digitale?

Penso che per la nascita e lo sviluppo di tutte le attività di condivisione, chiamate appunto “sharing economy”, il digitale abbia avuto una influenza enorme. Dallo scambio case, all’affitto case per brevi periodi, alla condivisione delle auto, attrezzature, fino ad arrivare appunto alla ristorazione. Tutte queste attività non si sarebbero potute diffondere senza il digitale.
Credo che per quanto riguardi il consumo collaborativo nel settore food, Gnammo rappresenti la principale realtà italiana.

Home restaurant e social eating sono realtà che si propongono di creare nuove esperienze gastronomiche-sociali.

E’ un reale pericolo per il business di Ristoratori?

L’attività di ristorazione in abitazione privata consiste nella possibilità di organizzare cene a pagamento, prenotabili sul web, all’interno di abitazioni private.
È chiaro che si tratta di una esperienza differente rispetto a una cena in un ristorante tradizionale, in quanto l’home restaurant si basa anche e soprattutto sulla socializzazione, ma è altrettanto chiaro che, essendo le cene comunque a pagamento e, avendo ognuno un determinato budget di spesa, queste serate vanno in parte a sostituire le tradizionali uscite al ristorante.
I problemi che sono sorti tra le categorie dei ristoratori tradizionali e i promotori dell’home restaurant sono legati al fatto che queste nuove attività sono nate e si sono sviluppate in totale assenza di una normativa di riferimento, mentre i locali tradizionali sono soggetti a una moltitudine di regole e adempimenti.

Quali adempimenti a carico di chi intende avviare una attività di home restaurant o social eating e quali novità normative in arrivo?

Ho scritto due articoli sul mio blog sui temi:
Home restaurant e social eating e
Chef a domicilio e preparazione di alimenti presso la propria abitazione

Successivamente è stato approvato dalla Camera, ma non ancora dal Senato, un disegno di legge che regolamenta l’home restaurant.
Il disegno di legge, già bocciato dall’Antitrust in diversi punti, e ora inviato alla Commissione europea, prevede che:

  • le prenotazioni e i pagamenti devono transitare da un portale online, quindi, nessun pagamento in contanti;
  • non si può svolgere attività di home restaurant in edifici in cui si svolge già attività di ospitalità per turismo (per esempio B&B);
  • è necessaria la comunicazione al Comune e il “cuoco” deve possedere i requisiti di onorabilità, nonché assicurarsi per i rischi di danni a terzi, mentre l’obbligo Haccp viene sostituito da pratiche da regolamentare;
  • l’home restaurant non può fare più di 500 coperti all’anno, con proventi non superiori a 5mila euro all’anno per restare nell’ambito della prestazione occasionale(senza partita IVA).


E per un food blogger vi sono adempimenti differenti a seconda delle dimensioni dell’attività?

Sul tema aprire o non aprire una partita IVA a seconda delle dimensioni delle attività esercitate e dell’autonoma organizzazione ho scritto un post che potete consultare.

Comunque, per rispondere alla domanda, per ogni soggetto è necessario valutare se lo svolgimento è continuativo e professionale oppure occasionale. Se l’attività risulta occasionale non sarà necessario possedere una partita IVA, in caso contrario bisogna aprirla e valutare, soprattutto nei primi tempi, se è possibile accedere al conveniente regime forfettario.

Grazie Mirna per la tua disponibilità, vuoi aggiungere qualcosa?

Grazie a voi per avermi ospitata nel vostro spazio e naturalmente rimango a disposizione per rispondere in caso di dubbi, richieste di ulteriori informazioni ed eventuali domande.