Modul Print

Carlotta Pacini

A tu per tu con Lorenzo Cappellini di Modul Print, azienda leader nella progettazione e nella stampa di etichette autoadesive per i settori wine-food-beverage,che da due generazioni trasforma le bottiglie di vino in oggetti di design, in vere e proprie opere d’arte.


Com’è nata l’idea dare vita a un’azienda così unica e particolare?

 

Modul Print è nata nel 1991 dall’idea di mio padre e mio zio.
In quel periodo però operavamo nel settore del commerciale (moduli continui-stampati fiscali moduli bancari ecc…).
Modul Print com’è oggi, è rinata ufficialmente nel 2012 quando mi sono avvicendato con mio padre.

Sinceramente è stata una trasformazione obbligatoria perchè con il vecchio lavoro non potevamo più andare avanti, così ci siamo messi a pensare a come reinventarsi e a quale potesse essere il settore relativo alla stampa più florido.

Sicuramente quello delle etichette era il settore più interessante ma, allo stesso tempo, anche il più difficile da affrontare visto che abbiamo dovuto modificare l’intero ciclo produttivo, tutti i macchinari e soprattutto, la cosa più complicata di tutte, abbiamo dovuto cambiare la mentalità.

La produzione di un’etichetta non si limita soltanto alla stampa della carta, ma significa curare l’immagine di un prodotto che, indipendentemente dal marchio più o meno blasonato, per il suo produttore è il più bello e il più buono del mondo.
Ecco perché ogni realizzazione necessita della massima cura e ogni cliente necessita della massima attenzione indipendentemente dall’entità del lavoro stesso.


Definisci la tua attività in tre parole.


Come definire la nostra attività… Bhè un po’ come tutte, stressante, faticosa -certe volte vorrei andare a mettere un chioschino di panini- poi pero’ quando vedo una bella etichetta stampata da noi in un’enoteca o su una rivista del settore o su uno scaffale, sono talmente soddisfatto che vengo ripagato di tutto il sacrificio fatto.


Come si sviluppa il processo di creazione dell’etichetta di un vino?


l processi di realizzazione possono essere due.

Il primo è il classico caso dove il cliente ha il suo file, ti procura i campioni e noi dobbiamo cercare di riprodurre il più fedelmente possibile l’originale, magari eliminando qualche piccolo difetto dove presente. Personalmente penso che questa sia la casistica tecnicamente più difficile da affrontare, poiché in questo caso dobbiamo trasformarci in veri e propri “falsari”.

Il secondo caso invece è quello più bello e emozionante: partire da un foglio completamente bianco!


Come riuscite a trasmettere graficamente i valori di un’azienda?


L’unico modo per capire cosa vuole il cliente, è ascoltarlo!

Prima di tutto è fondamentale conoscere il cliente, la sua filosofia aziendale e capire in che fascia di mercato si deve posizionare il nuovo prodotto, anche per fare una giusta stima dei costi…perché un’etichetta può incidere molto sulla confezione di un prodotto.

In una seconda fase facciamo un’analisi del prodotto:

– Tipologia (enogastronomica o cosmesi),

– Fascia di mercato(nicchia,lusso,GDO)

– Quantitativi di tipologie o pezzi che andranno sul mercato

– Costo del prodotto in vendita (per determinare il prezzo della confezione)

Poi arriva la terza fase: insieme al cliente e al grafico creiamo una bozza grafica (disegno,forma e dimensione ecc ecc) quando abbiamo l’ok del cliente arriva per me la parte più interessante; decidere su che tipologia di carta o materiale dobbiamo stampare e con quali finiture, cercando sempre di garantire l’unicità del prodotto.

Infine, creato il layout definitivo, si va in macchina e si produce -e non sempre la prima è buona, perchè un conto è vedere il risultato a video, altra storia è realizzarlo-. Ecco perché sotto il nostro marchio c’è scritto “innovazione artigianale”, perché servono tecnologie avanzate ma anche la cura e l’attenzione di un vecchio artigiano. A mio parere la stampa dell’etichetta di lusso non può essere un processo industriale!!


Raccontaci un progetto al quale hai lavorato che vi ha particolarmente appassionato o divertito.


Il progetto più strano e divertente sicuramente è stato quello di una cantina di Montalcino che mi ha contattato e mi ha chiesto: “Lorenzo, voglio fare una cosa che non ha nessuno”.

Così, abbiamo realizzato in collaborazione con Arconvert Fedrigoni (cartiera di riferimento) un’etichetta in legno adesivo, materiale proveniente dalla spagna che ancora non era mai stato codificato per il mercato Italiano.


Vuoi aggiungere altro?
 


Per chiudere voglio aggiungere che in questo periodo di grande crisi l’unico appiglio è lavorare in qualità, che contrariamente a quello che si pensa, non significa “non sbagliare mai”, ma anzi…spingersi sempre un passettino oltre l’errore per cercare di migliorare il prodotto e il servizio al cliente.

Io non sono mai contento e  forse è la mia fortuna!

Da appassionato di motori c’è una frase di un grande imprenditore che ha fatto la storia dell’auto che ho impresso nella mente e rispecchia a pieno il mio approccio al lavoro, una risposta ad una specifica domanda di un giornalista.

 

Il giornalista chiedeva:- Secondo lei qual è l’auto più bella e più veloce che abbia mai realizzato?

Risposta: “Quella che ancora devo costruire” – .Cit.  ” Enzo Ferrari “.