Nicoletta Polliotto guida i Ristoratori Intraprendenti verso il Digital Marketing


Si chiama Digital Food Marketing – Guida Pratica per Ristoratori Intraprendenti ed è il nuovo libro di Nicoletta Polliotto, che si conferma una vera guru del Food Marketing.

Lavora come Digital Project Manager con l’agenzia specializzata in Food e Travel – Muse Comunicazione e gestisce il blog dedicato alla comunicazione digitale per Ristoratori CnR – Comunicazione nella Ristorazione.

Il suo nuovo libro si rivolge direttamente ai ristoratori con un format nuovo: un manuale che guida il ristoratore nella costruzione del suo piano di digital marketing, ispirandolo con casi di studio (tra cui anche l’esperienza di Cibiamoci Festival) e buone pratiche e suggerendogli idee creative da mettere in pratica subito.

L’abbiamo intervistata per carpire qualche segreto in più:


Bentrovata Nicoletta, quando ci siamo lasciati al termine dell’edizione 2017 di Cibiamoci Festival hai accennato al fatto che la cultura digitale nel Food ha ancora tanta strada da fare. Ci spieghi quali sono i passi di questo percorso verso la trasformazione digitale?

Buongiorno a te e ai lettori del blog di Cibiamoci. Sì, abbiamo lanciato un messaggio di speranza ma anche un monito a informarsi molto e bene. La trasformazione digitale è necessaria e in qualche misura urgente, ma l’approccio più corretto da adottare è il metodo Kaizen, ossia una lunga e graduale evoluzione che porti il ristoratore alla crescita di cultura d’impresa, cultura digitale e coscienza nella relazione con gli utenti.

Da oltre 11 anni lottiamo quotidianamente perché gli operatori dell’accoglienza, soprattutto ristorativa aprano gli occhi sulle opportunità rinnovate, acquisendo dimestichezza con nuovi strumenti, odierne strategie e attuali approcci comunicativi.

I passi sono tanti ma debbono essere graduali: partecipare a corsi mirati, seguire blog all’altezza delle proprie esigenze, consultarsi con validi consulenti specializzati, smettere di improvvisare e iniziare a fare le cose sul serio.

Chi ha un locale non sta giocando a intrattenere i clienti. Chi ha un ristorante non può navigare a vista o trincerarsi dietro alla propria maestria nella preparazione dei piatti.

Il ristoratore dev’essere un imprenditore e anche bravo.

 

Rimanendo nella metafora della strada, in quale direzione vuoi portarci con questo nuovo libro sul Digital Food Marketing?

Digital-Food-Marketing-copertina

Verso il Nirvana. Scherzo, ma non troppo!

Gli undici capitoli della mia nuova Guida Pratica al Digital Food Marketing accompagnano il lettore, in modo semplice e accessibile, nella costruzione del piano di marketing digitale per il ristorante.

Ritengo sia un valido strumento da utilizzare quando il ristoratore – dalla definizione dell’offerta alla declinazione della brand Identity, alla scelta e progettazione di strumenti quali sito web e reti sociali, creazione di contenuti e strategie locali – costruisce il sentiero verso la progettazione del proprio successo digitale.

La vedo come una piccola “bibbia” da consultare con frequenza, con idee, spunti da applicare al proprio locale, casi di studio di successo di colleghi che ce l’hanno fatta.

Il tutto condito con buone pratiche per definire le visioni tramutandole in strategie, qb.

 

Spesso testi di questo tipo sono molto specifici, hanno un linguaggio tecnico e sembrano fatti da marketers per marketers. Tu però ti rivolgi ai ristoratori intraprendenti. Chi è il Ristoratore Intraprendente? Chi deve sentirsi chiamato in causa ma soprattutto a chi sarà utile il tuo manuale?

Il manuale, come uno speech, un seminario, una lezione, può avere diversi approcci, target e soprattutto livelli: for dummies, media difficoltà, advanced.

In generale non esiste una regola d’oro per costruire un ottimo manuale. Come in ogni occasione il professionista fa un patto con il suo lettore: “Con il mio testo ti aiuterò ad affrontare con leggerezza le tue difficoltà e ti sosterrò nel risolvere dubbi e difficoltà!”

Quindi la promessa dell’autore dev’essere palesata.

Quando si prende in mano un libro da uno scaffale o si sfoglia su Amazon, dev’essere chiaro:

  • a chi è rivolto,
  • quali argomenti vengono trattati,
  • quale linguaggio, stile comunicativo e modello narrativo ci dobbiamo aspettare
  • quali gli obiettivi da raggiungere
  • il livello di difficoltà dell’argomentazione
  • il livello di preparazione che deve possedere il lettore

Si comprende soprattutto dalla copertina che è forse la parte più difficile da creare…  

E poi dall’architettura dei contenuti: dall’indice.

Nella quarta di copertina del mio libro, per esempio, snocciolo tutti questi elementi:

“La guida pratica all’evoluzione digitale del tuo ristorante.
[…] Agili “How-to-do”, buone pratiche, interviste e testimonianze di brand e specialisti, pratici spunti da applicare subito in cucina e in sala. Dedicato a chef, ristoratori e operatori F&B. Per prendere in mano il proprio percorso di evoluzione digitale.”

Questo mio lavoro è un po’ il sequel del precedente Ingredienti di Digital marketing per la Ristorazione, che era grandangolare mostrando il panorama delle offerte e occasioni che il web e la tecnologia digitale donano al ristoratore e che non bisogna lasciarsi scappare.

Con Digital Food Marketing, il nuovo testo, ne ripercorriamo le tappe, con How-to-do pratici e comodi da applicare, linee guida da testare nel proprio progetto di comunicazione. Idee creative e spesso assolutamente originali da “rubare”. Casi di successo nazionali e internazionali che offrono modello e ispirazione per ogni categoria di ristorante, dalla pizzeria all’osteria, dal gourmet allo street food.

Penso che il libro sia appetitoso anche per colleghi marketer e giovani studenti di F&B Management  e di Food Writing.

Il livello non è advanced perché tende a un equilibrio tra visione, strategia, tecnica, operatività.

 

Leggendo il tuo libro “Digital Food Marketing” cosa si porterà a casa il ristoratore? Saprà mettere in pratica quanto imparato nel manuale?

Come accennavi nella domanda precedente il ristoratore non troverà nel libro la panacea di tutti i mali.

Dovrà possedere coraggio, umiltà e intraprendenza. Solo così potrà iniziare a riflettere e a crescere anche attraverso contenuti, know-how e stimoli che gli vengono forniti.

Poi dovrà aggiungere ingredienti suoi: la creatività e l’intuito, la capacità di applicare alla propria offerta gli esempi, i modelli e i format che abbiamo illustrato.

Spero che il libro sia una bussola per non perdersi nel percorso che è e deve restare personalizzato alla propria azienda. Mi auguro sia anche una spinta alla crescita personale del lettore, riflettendo su valori, etica, qualità dei processi del proprio lavoro e attenzione e cura nelle relazioni con colleghi, fornitori e soprattutto utenti e clienti.

A questo dovrebbe tendere ogni buon libro, soprattutto un manuale tecnico.

 

Parli di buone pratiche e nel tuo libro ci sono tanti esempi concreti di Digital Food Marketing che funziona. Qual è invece l’errore più comune che vedi fare nell’attività di marketing digitale dei ristoranti?

Digital Food Marketing

 

Tengo a precisare che le buone pratiche sono per definizione un trama, un mix di esempi, statistiche, esperienze, ricerca, analisi. Che risultano sterili regolette se non vi viene tessuto l’ordito. Nel nostro caso abbiamo case histories e case studies che ci fanno testare – prima con la fantasia leggendone le storie poi mi auguro in pratica applicandoli nella quotidianità del ristorante – queste indicazioni, facendo avvicinare sempre più il lettore a conoscenza e consapevolezza.

Sono casi che hanno raggiunto il successo ma le insidie e gli errori sono sempre dietro l’angolo. Alcuni poi sono ricorrenti e ancora dettati dalla difficoltà di affrontare il cambiamento: ci sono nuovi strumenti che non conosciamo oppure tecniche che cambiano troppo rapidamente? Ecco che il ristoratore tende per pigrizia, per mancanza di tempo o perché si sente sopraffatto a rinunciare o a ignorare. Che sia un tool che potrebbe migliorare la distribuzione dei tavoli o le recensioni negative su qualche piattaforma online.

Questo è un errore strategico ed è grave.

Altro errore ricorrente: ancora è frequente la mancanza del sito web.

Esistono tantissimi i locali che ancora – follemente – non hanno reclamato, che so, la scheda di Google My Business.

Innumerevoli i ristoratori che mi dicono: “Perché pensare ad altro: io ho la pagina Facebook!”

Tanti gli interlocutori che mi domandano: “Quanto mi costa un sito web? – invece di chiedermi “Quanto posso guadagnare con il website e in quanto tempo?”

 

Ci dici che il lavoro in cucina e quello nel marketing si somigliano. Cosa dovrebbe imparare il cuoco dal marketer? E tu cosa vorresti imparare da lui?

Non voglio dribblare la domanda ma vorrei risponderti con le prime righe del mio libro, poste nella Introduzione, subito dopo la prefazione del geniale Valerio M. Visintin, che non ringrazierò mai abbastanza per quelle pagine vere, sincere e senza mezzi termini.

Ecco come introduco il lettore a questa passeggiata comune:

“Il lavoro del cuoco assomiglia al mio: è fatto di discussioni, relazioni, coordinamento e leadership, calcoli, progetti, conti che devono tornare. Aziende che devono crescere. Persone che devono crescere. Brand che deve crescere. Le coordinate sono: ascolto e sperimentazione. Per questa ragione ho deciso di scrivere una guida pratica, in quello che è stato un anno di grandi riflessioni: la mia agenzia ha compiuto dieci anni e ho partecipato a moltissimi eventi dedicati al cibo. Ho insegnato a studenti, docenti, funzionari, operatori. Ho incontrato cuochi, F&B manager, ristoratori, associazioni. Ho parlato con i destinatari del manuale, partendo dai loro livelli di conoscenza, bisogni e aspettative.” E ho scritto il mio secondo libro.

I cuochi mi commuovono e ispirano ogni giorno, altrimenti non continuerei ostinatamente e da così tanto tempo a scrivere, ricercare, raccontare, illustrare il digitale, declinato proprio per loro.

 

Grazie a Nicoletta Polliotto per averci raccontato il suo nuovo libro Digital Food Marketing – Guida Pratica per Ristoratori Intraprendenti, edito da HOEPLI.

Adesso non resta che mettersi al lavoro, seguendo la guida di Nicoletta.