Storytelling Aziendale un esempio di successo nel Food

Pietro Fruzzetti

Significato storytelling

Storytelling è un termine di cui si sente parlare molto spesso, una parola molto usata nell’epoca del digitale ma che in realtà esisteva quando ancora non c’era neanche la carta e le storie venivano tramandate dal vento.

Letteralmente e in senso generico e tradizionale, la parola “Storytelling” significa “l’arte di scrivere o raccontare storie catturando l’attenzione e l’interesse del pubblico”.  
Una narrazione che coinvolge emotivamente le persone, diffondendo valori comuni a una specifica cultura.

E’ solo negli ultimi anni che il significato storytelling è stato reinterpretato anche e soprattutto dalle aziende che lo hanno utilizzato come efficace strumento di marketing.
Ed è così che si è iniziato a parlare di Digital Storytelling.

Ma vediamo più approfonditamente di cosa stiamo parlando.

Digital storytelling

Quando si parla di Digital Storytelling s’intende il processo narrativo che viene effettuato attraverso l’utilizzo di strumenti e canali digitali grazie a contenuti diversi quali video, audio, immagini e naturalmente testi.

L’obiettivo del Digital Storytelling è quello di comunicare qualcosa, tentando di persuadere il pubblico attraverso un percorso ben delineato e cercando di attivare nelle persone una riflessione, una sensazione o un’emozione specifica.

Parola abusata e spesso fraintesa, molte realtà aziendali ormai si avvalgono di questo strumento per raccontarsi alla persone ma spesso con l’intento di mascherare una comunicazione markettara in un racconto di una storia.

Ultimamente, mi ritrovo ad apprezzare sempre di più chi decontestualizza lo storytelling dal formato digitale riportandolo al reale.

Mi piace vederlo svilupparsi in formati diversi, vivere lo storytelling aziendale senza analizzare i numeri che il web permette di misurare, perché in fondo siamo ancora in grado di percepire il sentiment attraverso gli sguardi delle persone e non dai like.

Da leggere anche: Intervista a Marika Socci dell’azienda vitivinicola Socci

Come si racconta un Brand nel Food attraverso lo storytelling

Per spiegare al meglio come si racconta un Brand nel Food attraverso un esempio di storytelling aziendale voglio parlarti di un’esperienza fatta a Milano in un evento di cui avevo pochissimi dettagli.

 

*Foto tratta delle stories di Instagram 

Le uniche informazioni che avevo a disposizione erano sintetizzate in questo invito esclusivo:

Quando inizio a saperne un po’ di più sull’evento comincio a capire che riguarderà la presentazione di un progetto editoriale in cui è coinvolto il brand WeLoveCicioni (ideatore e produttore di Cicioni, un prodotto alimentare ottenuto dalla fermentazione di frutta secca).

La rivista che tratta di Arte, Cibo e Cultura diventa veicolo e strumento per raccontare il prodotto.

Solitamente, quando pensiamo a come si racconta un brand nel Food attraverso lo storytelling siamo abituati ad un racconto incentrato sul prodotto, sulle caratteristiche organolettiche ma questa volta è stato diverso.

Ecco cosa è successo.

Storytelling aziendale esempio: presentazione OSSIGENO

Il caso dell’evento presentazione della rivista Ossigeno organizzato dal brand WeLoveCicioni rappresenta un esempio perfetto di storytelling aziendale che ha avuto come protagonista del racconto la vision dell’azienda e non il prodotto.

Quasi sempre quando si partecipa a eventi del genere ci troviamo a dover ascoltare come l’impresa di turno sia riuscita ad ottenere la leadership del mercato o quanto è stato importante l’acquisto di un macchinario per l’aumento di produzione.

In questo caso invece, nonostante il prodotto di WeLoveCicioni avesse una buona argomentazione, l’evento è stato calato su un’atmosfera quasi familiare, dove al centro c’era il vivere bene.

Pensandoci, forse non è così anomalo che il racconto non abbia avuto come focus il prodotto, perché dietro questa storia c’era chi di storytelling aziendale ci vive. Un plauso va fatto al team di Cristiano Carriero “La Content Academy” coadiuvato da APCO che sono riusciti ad assecondare il brand lanciando un messaggio chiaro, una visione concreta di quello che l’azienda sta vendendo, cosa ben più importante di qualsiasi successo imprenditoriale raggiunto dall’azienda.

E un plauso va anche a Martin Brando che ha curato la comunicazione del brand.

La serata era incentrata sulla presentazione della rivista Ossigeno | Elements of life ma è accaduto molto di più.

 

Come fare storytelling

 

Come abbiamo già detto alla base di come fare storytelling ci sta una narrazione che scaturisce nelle persone delle forti emozioni e infatti, anche nel caso specifico dell’esperienza che ho vissuto a Milano, WeLoveCicioni non ha fatto una semplice presentazione ma ci ha nutrito con un estratto di Vita.

Per farci capire profondamente il senso di Ossigeno ci è stata data l’opportunità di fare un percorso sensoriale, un viaggio alla scoperta di profumi, emozioni, colori e percezioni che non aveva niente a che fare con il digital.

Abbiamo vissuto delle esperienze vere (dallo yoga alla corsa) attraverso le quali siamo arrivati alla consapevolezza che mai più dovremmo dimenticarci di curare ogni aspetto del vivere bene. Dalla qualità della vita, alla salute del corpo, all’equilibrio dello spirito e l’armonia con l’ambiente che ci circonda.

Questo secondo me è un esempio perfetto di come un brand nel Food sia riuscito a fare storytelling raccontando uno stile di vita, in cui il prodotto non è stato il solo protagonista nel contesto ma che è sicuramente riuscito a creare empatia con noi ospiti.

Secondo voi invece, qual’è un buon esempio di storytelling aziendale nel Food?

 

 

 

 

  • Tommaso Cattivelli

    Direi che quello presentato è un ottimo modo di raccontare un marchio. Lo storytelling (e il content marketing) prevedono infatti di non concentrarsi sul marchio nella realizzazione dei contenuti perché è essenziale affiancarsi al cliente e non mettersi davanti a lui in confronto.

    Dunque, la soluzione per comunicare un marchio – come spieghi bene tu Pietro – è parlarne senza parlarne: comunicarne la visione attraverso la rappresentazione di tutto l’universo situazionale e valoriale rappresentato dal marchio e dai suoi prodotti.

    Come dice Marianella Sclavi nel suo libro “L’arte di ascoltare e mondi possibili”: “Bisogna diventare degli ottimi ascoltatori per diventare ottimi comunicatori”

    E ora se non sono troppo spammone ti inviterei a leggere anche il mio articolo sullo storytelling (molto più teorico del tuo 🙂 ) ma spero ugualmente interessante: https://www.cru.agency/blog/storytelling-food-marketing

    Sarei contento di sapere cosa ne pensi.

    P.s. Perché non scriviamo anche un articolo insieme sull’argomento o su correlati?